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Grazie alla musicalità e alla
preparazione scenica, trovava immediatamente tre
scritture internazionali prestigiose: Sir David
Webster, direttore artistico del Covent Garden, la
fece debuttare in quel teatro come Desdemona in Otello
di Verdi, nel giugno ’62, tra Del Monaco e
Gobbi, direttore Solti. Kurt Herbert Adler la fece
debuttare negli Stati Uniti, ancora come Desdemona,
a San Francisco; pochi mesi dopo Rudolf Bing,
sovrintendente del Metropolitan di New York, la
volle fissa nel teatro per una quindicina di
stagioni a partire da un’edizione di Pagliacci
con Carlo Bergonzi. Tra il ’61 e il ’68 Raina ha
studiato tecnica e repertorio a Baltimora con la
grande Rosa Ponselle, che la preparò nei ruoli di
Leonora in Forza del destino, Cio-Cio-san in Butterfly
e Leonora nel Trovatore. Di quelle lezioni
restano alcuni nastri di estremo interesse.
Il rapporto della Kabaivanska con
la Scala continuò ad essere intenso negli anni
’60 (Falstaff, Turandot di Busoni, Suor
Angelica, Don Carlos, Mefistofele, Rienzi)
. Ma l’attività statunitense fu ancora più
intensa e proficua: nel massimo teatro di New York e
nelle città più importanti degli Stati Uniti
(Chicago, Washington, New Orleans, Houston,
Dallas…) questa artista, con umiltà e scrupolo,
ha perfezionato i ruoli che hanno in seguito fatto
la sua gloria.
Nel 1969 Raina inaugurò la
stagione della Scala interpretando Elvira nell’Ernani
di Verdi accanto a Placido Domingo e al suo
compatriota Nikolai Ghiaurov. In
quell’epoca conobbe un giovane
regista operistico, Franco Guandalini, assistente di
Giorgio De Lullo e collezionista d’arte, che era
farmacista a Modena e che sarebbe diventato suo
marito. Dopo la nascita della figlia Francesca (
chiamata così per l’opera di Zandonai), Raina
Kabaivanska scelse Modena come città di residenza. |