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Nel
1978 Herbert von Karajan ( sotto la cui guida era
stata alla Scala una intensissima Nedda nei Pagliacci)
ha voluto Raina ne il Trovatore al Festival
di Salisburgo e a Vienna. L’ha poi richiamata nel
1981 e ‘82 per incarnare Alice nel Falstaff,
sia in disco sia al Festival di Salisburgo e in
film.
Il
capitolo “discografia” è gravato dalla
estraneità della Kabaivanska alle
“multinazionali” del disco, ma include
registrazioni preziose. A metà degli anni Settanta
la FONIT- CETRA realizzò due eleganti recitals, uno
di arie pucciniane sotto la bacchetta storica del
maestro Gianandrea Gavazzeni , uno di musica da
camera russa con accompagnamento pianistico. Tra il
’79 e l’81 la RCA ha diffuso alcuni bellisssimi
recitals che spaziavano da Cherubini a Puccini. A a
metà degli
anni
ottanta questa artista ha potuto realizzare delle
registrazioni integrali curate di cinque dei suoi
ruoli principali: Tosca, Madama Butterfly, Manon
Lescaut, Adriana Lecouvreur e Francesca da
Rimini.
Nel
1979 Raina cantò
Evgenji
Onjegin
al Metropolitan di New York. Nell’80 la Tosca
con Luciano Pavarotti
fu un trionfo alla Scala di Milano. Al teatro
milanese fece in seguito causa per un contratto non
risolto. La fine di quel rapportò significò per la
Kabaivanska la possibilità di scegliere liberamente
le opere della sua carriera. Ormai Raina era il
soprano più acclamato in Italia e in molti paesi
europei. L’Opera di Roma, il Comunale di Bologna,
la Staatsoper di Amburgo, il San Carlo di Napoli, il
Regio di Torino, il Coliseo di Bilbao, il Massimo di
Palermo
le hanno aperto le porte con nuove proposte.
Nel
1981 cantò per la prima volta a fianco di Alfredo
Kraus nel ruolo per lei nuovo di Manon nell’opera
omonima di Massenet. Quelle recite all’Opera di
Roma ebbero un’accoglienza trionfale, come pure
l’inaugurazione
della stagione romana ’81-’82 con Fausta
di Donizetti. Si trattava di una vera e propria
“riesumazione” di una partitura che era stata
dimen-ticata dopo l’interpretazione di Giuditta
Pasta nel 1833.
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