Il trionfo di Raina in questo difficilissimo ruolo - un trionfo al quale non era estranea la preparazione vocale effettuata anche recandosi a Londra alla “Donizetti Society” e ascoltando i consigli del musicologo Rodolfo Celletti - preludeva a una serie di interpretazioni nel repertorio antico.

Ci furono così La vestale di Spontini ( Genova 1984), che era stato cavallo di battaglia della Ponselle e della Callas, Armide di Gluck ( Bologna 1984), che le attirò l’ammirazione della critica francese per la perfetta dizione drammatica, fino a culminare in Roberto Devereux di Donizetti ( Roma 1988 e Genova 1993). La terribile Queen Elizabeth, truce e minacciosa nei primi due atti, trovava una stra-ordinaria catarsi patetica nell’ultima scena.

Non per questo la Kabaivanska rinunciava a proporre le due Manon, più di quattrocento Tosche, più di quattrocento Butterfly, Adriana e Francesca nei maggiori teatri, con musicalità impecca-bile, asciutta eleganza e impatto tragico.

Nel 1978, nel 1983 e nel 1997 presentò la sua sottile e intimistica interpretazione di Madama Butterfly in un teatro aperto e gigantesco come l’Arena di Verona, sempre ottenendo grandi ovazioni. In anticipo su un’altra realizzazione degli anni ’90, già nel 1979 Raina aveva girato accanto a Placido Domingo Tosca nei luoghi autentici di Tosca, la chiesa di S.Andrea della Valle, palazzo Farnese e Castel S.Angelo. Portando la sua Adriana Lecouvreur a Montecarlo, Marsiglia, Monaco di Baviera, Oviedo e Lisbona, ella ha restituito a questa partitura una notorietà internazionale che essa aveva perduto.

Ormai un pubblico giovane ed entusiasta stava dedicando alla Kabaivanska un vero e proprio culto. Non ultima delle sue qualità è la versatilità. Non potrebbe essere diversamente, in un’artista che è prima di tutto donna colta, poliglotta ed eccellente musicista. I suoi concerti e recitals sono ancora oggi numerosi e hanno

sempre spaziato da Monteverdi al nostro tempo, con un settore particolarmente frequentato, quello della musica da camera slava.

 
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